Elisa's profileIl mio angolo...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    10/29/2006

    Buoni o cattivi

    A te, che remi contro di me e mi giudichi. Vorrei regalarti una barca a motore col serbatoio che segna il pieno e invece è in riserva. Prendi il largo e resta lì.
    A te, che fingi dispiacere che non hai. Vorrei regalarti uno specchio per farti rabbrividire delle tue espressioni da teatrino.
    A te, che ostenti orgoglio che mi domando dove l'hai comprato. Vorrei regalarti un po' del mio che, almeno, ti riuscirebbe meglio.
    A te, che mi hai spaccato un vetro dell'auto. Vorrei farti recapitare una bella scatola. Con un nastro, magari rosso. E un biglietto "puzzle per te". Correlato di attack. Pezzettini da mettere insieme. I pezzettini del tuo, di vetro.
     
    A tutti voi, sarete sempre meno.
     
    A te, che mi vorresti ancora un po' anche per te.
    A te, che mi incoraggi nella mia scelta.
    A te, che mi indirizzi.
    A te, che mi sostieni e mi regali il tuo appoggio incondizionato, fuori dai nostri patti.
    A te, che mi metti su una canzone per farmi passare la lacrima che riga la guancia.
    A te, che mi aspetteresti per cena.
    A te, che mi saluti sorridendo mentre corriamo un po' qua e un po' là.
    A te, che mi fai sorridere a telefono.
    A te, che arrivi in silenzio quando non ti aspettavo e te ne vai, in un attimo mi regali un sorriso. E ci sei quando ho bisogno anche se non sapevi che era così.
    A te, che mi chiami e mi chiedi come stai. Eppure, così da lontano.
     
    A tutti voi, grazie. Che sembra un po' scontato ma scontato non lo è. Tanto che, non lo dico mai. E non vi chiamo per nome, vi ricordo per quello che mi date. E mentre tutto cambia, e io mi sento un po' come in una centrifuga, voi fermate la centrifuga e mi fermate. Anche solo per un attimo. Che poi diventano tanti, attimi. Voi, che siete i miei buoni.
     
    Gli altri, i cattivi. Cattivi e basta. Non sono miei. 
     
    10/25/2006

    tutto cambierà
    sai che cambierà
    tutto cambierà
    vedrai che cambierà
    vedrai che cambierà
    tutto cambierà

     

     


    10/23/2006

    Apnea

    Di vestiti ne ho, come no.
    Di strade ce ne sono, una, cento, mille.
    Di canzoni, quante ne voglio, per tutto il tempo che voglio.
     
    Repeat. E tutto riparte dall'inizio. Repeat di istanti.
    Canzoni, profumi, vestiti, strade, angoli.
    Mi vesto e sembro un po' naive. Ingenua.
    Mi rivesto e non lo sono. Ingenua.
     
    Quante le cose che non si vedono, eppure, ci sono.
    Vivono defilate eppure così prepotenti.
    Prepotenti, insistenti, bussano. Scombussolano la calma e la agitano.
    Alcuni pensieri mi prendono per le spalle e mi agitano, mi scuotono. Sveglia, sveglia, guarda, riprendi la tua testa e osserva dove va.
     
    Perchè il più grande alibi di tutti, sempre, è questo.
    L'assoluta segretezza di quello che passa per la testa. Realmente, per davvero. E non tutte quelle cose che si raccontano.
     
    Sospiro...
     
    E nel frattempo preparo il borsone. Perchè ho voglia, bisogno, di nuotare. E depositare un po' di cose lì nel fondo. Che poi prima o poi le riprendo. Tanto, ogni volta che lo tocco, il fondo, le vedo e so che ci sono e stanno lì.
     
    Ho voglia di guidare. Nuotare e guidare.  Sentirmi leggera.
     
    Nessuno è perfetto.
    Io, nemmeno.
    10/20/2006

    Fuori piove, incessantemente. Pioggerellina fine. Quelle giornate un po' stanche, che al mattino è grigio e non vedi la differenza sul fare della sera, se non fosse per il buio. E allora metto su musica estiva,melodica. E ballo. Un po' quelle cose liberatorie come cantare a squarciagola in auto e accellerare e poi frenare e poi riprendere e così via. Ballo controcorrente a questo contorno di cielo carico di nuvole. Cariche di pioggia a loro volta. Ballo l'ultimo attimo di estate prima di lasciarmi inghiottire dall'autunno, e le sue mille cose che amo. Le sensazioni di un attimo che ti colgono.
    E ballavo, sola, ma come intorno a tanti. Pazza, forse. Decisamente libera. Priva di imbarazzo. E allora si che mi tornano in mente cose. Scavando indietro di molto o di molto poco.
    L'ultima volta scappavo. Eppure era poco fa. Scappavo ai pensieri, allo star male, al complicarsi la vita di pensieri doverosi. Scappavo a gambe levate. In attimi di lucidità mi chiedevo se fosse assurdo oppure no.
     
    Ma no, non lo era.
     
    10/17/2006

    Appunti di piscina, prima parte

     
    I vetri appannati, mi accolgono e mi racchiudono.
    Cloro. Odore di cloro. Lo respiro intorno e sulla pelle. Rimane sul costume, e, anche se ci provo a mandarlo via, lui resta.
    Il mio mondo da bambina. Dove prendo un'età che ormai non ho più. Dove la serietà è solo un dovere.
    Dove, quando mi immergo e tocco con i piedi il fondo, mi do una spinta fortissima e torno su. Per tornare a respirare.
    E andare giù, di nuovo, a tocare il fondo.
     
    E provare...
     
    ...a spingermi ancora più su.
     
     
    10/11/2006

    Il buio e la calma

    Al momento giusto, pur inconsapevolmente. Arriva. A ricordarmi le mie certezze e l'umano aver paura. A scherzare, perchè distende. E fa bene un po' a tutti. Quei momenti in cui alla fine mentre parli leggermente infili dentro le cose vere. Quelle serie, quelle che io non dico mai. Quelle che scrivo, ma non dico.
    Poi alla fine mi alzo, e vado allo specchio. E vedo i miei occhi sereni. Perchè è inutile che faccia la parte arrendevole. Non sono nata per esserlo. E forse, se ogni tanto mi ci sento, arriva sempre qualcuno a farmi cambiare idea e a ricordarmi quella che sono.
     
    E io per questo vorrei dire grazie.
    Vorrei dirti, Grazie.
    Anche per quel sonno un volta tanto un po' meno agitato. E svegliarsi in piena notte, una volta soltanto. Tornando subito a dormire. Perchè il mattino è lontano e quando arriverà...sarò pronta.
     
    Sono pronta.
    10/10/2006

    Bianco

    Troppi sentimenti si scontrano, si contraddicono, si allontanano l'un l'altro.    
    Uno specchio è pur sempre uno specchio. Ma quante cose diverse puoi cogliere nella stessa immagine. Affascinante, spaventoso.
    Specchi diversi, espressioni diverse. La stessa persona, io. E lo specchio non è una metafora. E' l'oggetto fisico in cui mi sono vista riflessa. Sono più di uno. Tre le volte che mi sono guardata e tre le cose che ho visto. E potrei continuare e forse trovare ancora e ancora sfaccettature.
     
    Uno specchio in cui guardandomi ho avuto paura del resto. E ho trattenuto la paura. Gli occhi tenevano strette le lacrime per non farle uscire. 
    Uno specchio in cui guardandomi non avevo paura e non mi stavo trattenendo. Gli occhi, espressivi, veri, vivi.
    Uno specchio, infine, in cui guardandomi vedo solo il mio contorno. Gli occhi, lo fissano. Si concentrano, per non dover guardare altrove, più dentro, più in fondo.
     
    Forse è un po' surreale.
    Eppure io, reale. Tremendamente. Tanto che potrei provare a raccontarlo. Non dovrei se ci penso.
    E a pensarci bene, non voglio.
     
    Certe cose, non si spiegano.
    Si scoprono, si assaggiano e si vivono.
     
    Quanto di me ancora non so...
    10/5/2006

    E sono tanti i pensieri che si accavallano.
    E sono tante le emozioni che mi attraversano.
     
    Però è un sogno, uno solo, che si ripete e non lascia anonime le mie notti e il mio sonno. E c'è tanto silenzio quasi surreale. Ci sono tante cose che non ho mai immaginato, e invece mancano tante cose che ho. Non capisco, però, non so come smettere. Forse dovrei smettere di dormire, per quanto già sia poco il sonno. Mi alzo di scatto ogni tanto per percepire la realtà, inconsciamente. Perchè quello che sogno mi sembra di viverlo, davvero.
    Come quando una musica evoca un ricordo, o un gesto riporta il tempo a un istante che neanche pensavi di poter ricordare.
    Sogno le mie paure. E farlo, un po' mi rilassa.
    Così che possa vivere il presente, senza pensare. Perchè questo si, lo faccio molto. Sbaglio nel farlo. In fondo anche molte cose dettate dall'impulso mi hanno regalato. Momenti, entrati dentro come una carezza che è rimasta lì. Attaccata alla pelle.  
     
    Tatuaggi.
     
    E no che si non si può. Chiudere i palloncini in una stanza. Lasciarli volare. Liberi, ignari, sempre più su. All'impazzata.