Elisa's profileIl mio angolo...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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12/31/2006 31Mattinata di pioggia, come un anno fa. Eppure quante cose sono cambiate, passate di qua, entrate e poi uscite. Bene o male le ricorderò tutte e alcune, annotate su post-it. Stavolta, si, chiudo una porta e voglio aprire un portone. Di quelli che vedo da lontano da sempre. Ci corro incontro entusiasta, eccitata, e un po' impaurita. Lascio indietro, qualcosa, qualcuno. Che rimarrà solo nella memoria. Ma solo e soltanto lì. La pioggia, sta portando via. Con me, tutto il resto e anche di più. Ho voglia, tantissima, del 2007.
Ho voglia di augurare una notte che sia un po' come voi, un risveglio che sia solo l'inizio...
...di un nuovo anno...
...di sorprendente...
...Vita! 12/27/2006 E' difficile spiegare certe giornate amare, lascia stare.
Non saprei, da che parte iniziare. Non dovrei per orgoglio neanche accennare. Non vorrei farlo. Davvero,no. Così che non le spiego.
...cambia il vento ma noi no
e se ci confondiamo un po' è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare ancora con noi... Colpa. Del rispetto nei miei confronti. Quindi, silenzio.
Non saprei, il senso. Non dovrei pensarci. Non vorrei crederci.
Io guardo avanti. Lo giuro.
Le emozioni, non hanno occhi. E' questo il brutto affare.
Mi esercito nell'affondare giù, aspettare un istante, e risalire agli ultimi respiri. E lo sento il cuore che mi batte a mille. Lo sento il sollievo.
Più o meno così. Dovrebbe andare...
A occhio e croce ora io,
sto aspettando un istante. O un intervallo temporale un po' più lungo.
I brividi scorrono. E' freddo, tremo, ho la pelle d'oca.
Devo muovermi, subito. 12/22/2006 E' quasi......Natale.
Mentre la macchina va per la città immersa nel traffico. Mentre tutti sono impegnati nel fare gli ultimi regali. Io indosso la sciarpa, gli occhiali da sole e vado. Ferma al semaforo mi guardo e passo una mano tra i capelli, li sistemo. Passo sulle labbra il burro di cacao e controllo il trucco. L'uomo dentro l'auto accanto mi sorride, mi ha sorpresa tra la mia vanità. E io, sorrido un po' timida. Però sicura scatto quando scatta il verde e arrivo. Da te. Per gli auguri, i nostri, di Natale. In un pomeriggio fuori da tutto e fuori dal mondo.
Mi abbracci e non so se l'hai capito. Se stavolta, dopo tutte le volte che lo avevi fatto, ti avrei quasi voluto ringraziare.
Ci guardiamo e vediamo. Quello che è irripetibile. Quasi irrinunciabile. Che passa oltre il tempo e i momenti silenziosi tra di noi. Momenti in cui la vita ci ha rapito e portato in direzioni non conciliabili con la nostra.
Sorrido, non ti credo quando mi dici che ti sono mancata. Però ci credo al modo in cui mi guardi. Di uno sguardo che trovo, si.
Solo in te.
Sorrido, mi dici che presto ci vediamo.
Sorrido perchè mi porti fuori dalla realtà e mi regali...tranquillità.
E rimango ferma. Stretta. In quell'abbraccio che non ti avrei mai chiesto ma che ho subito fermato e fatto mio.Più di tutto.
12/20/2006 Ci sono momenti in cui si scatena la mia natura più fragile. Sono uno su cento eppure...mi provocano un disagio che è come un peso che digerisco male. Non sono fino in fondo quello che sono. Ho sempre dovuto prima trovare il coraggio di piangere per poi farlo. Poi, però non me ne vergogno. Anzi, lo metto nero su bianco. Per liberare le lacrime e convertirle in parole e musica. Vorrei saperlo fare più spesso e avere equilibrio.
Invece equilibrio non ce l'ho. E non riesco più a altalenarmi. E' tutto impazzito che ho perso il ritmo.
Ho perso parte dei pensieri.
Voglio consumare tutte le lacrime, concentrate stasera. Voglio lasciarle andare via. Forse il peso si alleggerirà,
continuerò a scrutare il fondo, a soffermarmi. Continuerò a risalire su, a percepire quanto è bello e quanta libertà mi da. Vivo di momenti e sensazioni,
Stasera sono brividi. Non di freddo.
Lacrime. Oppresse.
Voglia di vedere la serenità. Non solo al di fuori.
Dentro di me. Si è persa, e, io,
continuamente vado cercandola.
Se è proprio vero che chi cerca trova, fa che sia. Ti prego, fa che sia.
12/18/2006 Folata di ventoIl tempo da riempire a più non posso. Quasi fino a scoppiare. Perchè la malinconia è furba, non si insedia nella mia mente ma nelle cose, nelle persone, che vivo mentre voglio non pensare. Mentre mi dici che ti ho insegnato io la forza di guardare avanti, di capire che ogni giorno è un giorno. Eppure, io ogni tanto lo dimentico.
Maledetta malinconia.
Anche quando giro per le strade, io, la martina, la musica...è proprio vero che in auto si vivono i pensieri più nascosti. E la martina li sa tutti i posti in cui mi sono nascosta, in cui ho evaso. Vari, dispersi, collegati.
E allora intrappolarmi nel traffico cittadino di lunedì mattina mi riempie la mente. E poi, la sera, infilare il costume e tuffarmi mi fa riempire i polmoni. Di aria di cui ho bisogno.
Il cuore. Bell'affare. Lo tengo nascosto, quasi lo dimentico. C'è un motivo per cui veramente tengo tutto su. Beh, c'è più di un motivo.
Ma, a me non importa di questa stramaledetta malinconia.
Non mi importa del tuffo al cuore che mi soprende.
Non mi importa dell'aria che mi sento mancare.
Non mi importa la distrazione e l'assenza che si impadroniscono di me.
Niente e nessuno. Potrà rendermi triste. Ora che, a distanza di un anno, ho la cosa più importante. Quella per cui ho lottato e che ho sperato in ogni singolo momento. E mi ricordo tutto quello che ho, abbiamo, dovuto inventare, vedere, scoprire, sopportare.
Ricordi che ho allontanato di anni luce, altri ben sotterrati. Per tutto questo che è passato,
che non c'è più,
che tengo lontano ma ricordo.
E ricordandolo ringrazio ogni giorno. Quelle tre voci che sento intorno a me. I passi, i sorrisi. I pensieri.
Malinconia, a quel paese.
Vai. 12/14/2006 Elogio dell'emotivitàHo recuperato la voce e ho perso le parole.
Bugia.
Bugiarda.
Non le ho perse, le ho censurate.
Prima per censurare le sensazioni di malessere, poi, per educazione.
Adesso, proverò a non fare come gli ultimi giorni in cui scrivevo di getto, rileggevo e spazzavo tutto via. Bastava un canc.
E invece no, voglio ricordarmela bene questa impressione mista di emozioni che si amalgamano. Non potrò ricordarmi di molte parole, se non quelle che sono uscite dalla mia bocca. Non potrò ricordarmi di molte decisioni se non di quella che mi sono dovuta imporre da sola. Non vorrò odiare per dimenticare.
Io, non voglio dimenticare. Voglio ricordare sempre al momento del pensiero.
La delusione.
L'amarezza.
Il silenzio, DEBOLE.
La presa di posizione, FRAGILE.
Debole e fragile...ero stata giudicata. Restando in silenzio, senza controbattere.
Eppure, non sono due aggettivi incollati a me. Basterebbe guardarsi bene allo specchio per scoprirli. Ma lo specchio non rifletterebbe l'anima.
Ho ricomprato l'attack e mi sono incollata addosso: delusa, stupita.
Tanto che non sarà...
...motivo di sofferenza.
Ma...motivo...per correre avanti. A perdifiato.
12/3/2006 dicembre, sussurrandoCosì che inzia. Con ancora le temperature incerte se mollare e cadere giù, oppure no. Sbalzi, su e giù che io non assecondo. Perchè anche io su e giù, altaleno i momenti, le parole, le sensazioni e i pensieri. In una frenesia da capirci poco e niente. Il freddo, quel poco che si è intravisto, mi ha messa in silenzio. E quel che posso fare è soltanto sussurrare avvolta in una sciarpa che cambia colore. Il telefono squilla ma io...non posso rispondere. E forse è proprio quando non puoi che squilla di più, insistendo. Ironia della sorte. E io non sono ligia al dovere, e rispondo piano come fosse un segreto perchè non posso alzare la voce. Nessuno mi può sentire.
Non parlo, ma penso.
Mi sforzo, controvoglia, controtutto, di pensare allo studio. Mi sforzo di concentrare tutti i miei pensieri lì. Ma la testa, i pensieri, non li mandi dove non vogliono andare. Perchè loro vanno dove vogliono andare. Anche se a te non piace. Anche se è scomodo. Anche se non si dice. Anche se a te piace ma non vuoi. Pensare.
siena, siena, siena, siena.
ci provo e ci riprovo, a tatuarmi la lista dei doveri.
Ma non ho voglia.
Oggi proprio no.
Se solo potessi, volessi, dovessi.
Se solo.
Ma, no.
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