Elisa's profileIl mio angolo...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    2/26/2007

    Andare e tornare

    Centosessanta chilometri. E anche qualcosa in più.
    Metà speranzosi e l'altra metà disillusi.
    E cos'è che divide in due i chilometri, a parte l'andata e il ritorno.
     
    Un portone.
    Un portone letteralmente aperto, leggermente.
    Quel poco per lasciar passare una banale motivazione.
    E poi, gentilmente, lentamente, richiuso davanti a me.
    Mentre, forse, esprimevo l'unico gesto di vera educazione e gentilezza mostrando un reale seppure immeritato "Mi dispiace".
     
    Eppure,
    a pensarci bene non mi dispiace poi così tanto. Della disillusione in sè e di un'idea rimasta ferma nella mia mente e poi accartocciata.
    Non mi dispiace del no secco.
    Non mi dispiace dei chilometri, apparentemente a vuoto, ma che ho guidato con piacere.
    Mi dispiace del leggero nervosismo e disfattismo che si è staccato dalla porta e si è attaccato a me nel momento in cui veniva sbattuta.
     
    Ho pensato una volta tanto di non complicare i rappoti umani in nessun modo.
    Ho pensato che in fondo, di una donna che conosco poco, posso anche fidarmi.
    Ho pensato che il difficile arriverà e che non importa aggiungerne di altro.
    Ho pensato che non è legge. Essere votati a complicazioni di quel leggero fastidio misto a piacere masochista.
    Ho pensato tutto questo, 
    ho pensato male.
     
    E allora...
    avanti il difficile.
    E voglio che mi spalanchi la porta e mi inviti come se entrassi all'inferno.
    Che se non ho concluso niente,
    cercherò qualcosa che...
    potrà portarmi a chilometri infiniti,
    ansie da paura,
    e soprattutto...
    Lontano da lì.
    Lontano da oggi.
     
    2/23/2007

    Bravissima.
     
    Era racchiuso tra due visi, e sussurrato.
    E, di certo non ha smosso il mondo. Portato avanti le montagne o diviso i mari.
    Ma un'indisciplinata che si rimette in riga, si. Quello si.
    Una soddisfazione un po' bambina. Di rosa e di stelline.
    E,
    in tutto...una serenità che ritrovo.
     
    Chiavi dell'auto e...via.
    2/19/2007

    Respiri leggeri

    Fuori c'è il sole.
    E gli incubi hanno smesso.
    A piccoli passi mi sposto qua e là, torno indietro a riprendere cose di me, troppo di me, che non posso lasciare ferme al passato. Le sposto al presente. Centellinate.
     
    Assolutamente fuori luogo essere recidivi. Ricordi, solo ricordi. Da non ripercorrere, da non risvegliare, da non sviluppare.
    Tornerei mai a provare la sensazione di non riuscire a stare a galla? E' impossibile, ormai sono troppo avanti.
    Potrei mai salire ancora su una bicicletta senza l'equilibrio che mi fa stare su due ruote? E' tardi, ormai l'equilibrio c'è.
    E quello che c'è, è.
     
    Non è poco. Anzi.
    Vorrei nuotare in acque che apparentemente non avrebbero confini.
    Le ho dimenticate per un po',
    le piccole cose.
    Che sto cercando di ritrovare, intorno a me. E ritrovandole mi accorgo di quanto mi sono persa.
    Che non ho voluto vedere, cogliere, accogliere.
     
    Stelline si,  
    a gran quantità.
    Fuochi d'artificio,
    solo quelli che si liberano in cielo.
     
    E questo peso dal cuore se ne sta andando via...
    ...resterà quello che resisterà. Che si sarà domiciliato. Io non trattengo niente, non butterò niente.
    Resterà solo quello che,
    resisterà. Alle emozioni che intanto io vado a vivere. E che colmano anche questa impressione, di immaginare che non resisterà,
    Niente.
    E sarà un tutto. Poi.
     
    Fuori c'è il sole.
    Gli incubi hanno smesso.
    2/14/2007

    Scrivo all'Amore

    Parlo a te, Sentimento tra i sentimenti.
    Puoi notarlo che non faccio niente per indispettirti, per agitarti e tantomeno per cercarti.
    E tu sei bello nel manifestarti e nel portare gioia e leggerezza all'anima. Ma io non sono 11, io sono una. Una sola.
    E allora mi sa che tu...hai fatto male i conti. E lo so che i sentimenti mancano di razionalità ma lascia che ti mostri che non sono una parte ma sono io nella mia totalità.
    Non ti scrivo per rabbia o per tristezza.
    Ti scrivo per rispetto, Sentimento tra i sentimenti.
    Liberami di te. Perchè io possa tornare a crederci il prima possibile e perchè la scia negativa non mi pervada.
    Non voglio calpestarti, lo vedi, lo senti che stavolta non ho durezza o determinazione nelle mie parole.
    Umiltà nel chiederti una cosa che io, io non so come si fa.
    E tu, Sentimento tra i sentimenti che oggi mi hai portato quel tenero ricordo di tanto tempo fa.
    Immagina la scena. Io e te nella penombra di una stanza deserta. Ora, se tu potessi materializzarti, prendere sembianze umane...mi guarderesti.
    Sentimento tra i sentimenti. Lo so che a volte ti ho snobbato, ma sai anche quanto poi ti esplori e ti assecondi in tutto e per tutto. Mi hai visto fare cose che non pensavo. E dirne altre che hanno stupito anche me.  
    Non offenderti se ogni tanto dico che non sopporto i cuoricini e che trovo la forma sdolcinata.
    Ti scrivo Sentimento tra i sentimenti, con amore. Perchè è così che mi avvicino a te. E non voglio remarti contro. So che ogni cuore ne uscirebbe sconfitto.
    Ti scrivo con la tranquillità che di me conosci, e col sorriso.
    Mettiamo su una canzone spensierata e se vorrai...liberami di te. Perchè stavolta la mia leggerezza sta nella libertà. Nel superare quel vincolo che di fatto non c'è più.
    Ho davvero stima di te, Sentimento tra i sentimenti. Anche se a volte ho pensato che avessi sbagliato i tuoi calcoli. Ma tu, d'altronde non sai calcolare.
    Sono felice delle volte che mi hai rapita ma...
    ...manifestati in un modo diverso. Liberami in un senso e avvolgimi in tutti gli altri.
    Non voglio schivare l'amore.
    Vorrei soltanto...
    ...chissà, se puoi,
    liberarmi. Tutto qui.
     
    Non c'era giorno migliore per dirtelo.
    E' tutto sincero. Anche questa ultima frase che non è mia.
    So che ai tuoi occhi non sembrerò sciocca...
    ...Grazie Sentimento trai i sentimenti.
    Questo sorriso, lo fermo qua.
    2/13/2007

    Che più di così non si può

    Ieri, in prima serata.
    Esco. Bambina indisciplinata. Borsone e chiavi dell'auto.
    E...fuori diluvia. Niente ombrello.
    Corro alla macchina e poi corro verso la piscina. E' bello avvertire che potrebbe esserci un black out. E' bello perchè non sta tuonando. E' bello perchè da dentro vedo i vetri rigarsi di gocce che ci si scagliano contro e poi, fuori è buio.
    Dimentico tutto questo e mi concentro nel nuotare. Avverto la spinta che mi do per risalire. Non più forte e veloce. Solo forte. Non ho fretta di risalire. Mi concentro solo nel farlo in maniera tangibile e forte. Per sentire la differenza. Per rendere reale la metafora di me.
    Non ho fretta di risalire. Voglio solo farlo nel migliore dei modi.
     
    Giaccone e via. Mi fermo un attimo sulla porta e attraverso il vetro che è un temporale in piena regola.
    Che più di così non si può.
    Esco, e ricorro verso la macchina.  Mi trovo completamente sotto la pioggia. Cerco di schivare le pozzanghere ma alle fine infilo in quattro o cinque.
    Tutte di fila.
    Arrivo alla macchina che sembro uscita diretamente dalla piscina.
    Anzi, peggio.
     
    Risultato...ho il raffreddore.
    Eppure...un senso di liberazione unico.
    Pioggia, lava e porta via.
    Ed è piovuto tutta la sera. Che più di così non si può.
    Senso di liberazione...unico.
      
    E il mio indisciplinato essere bambina.
    2/11/2007

    Non insegnarmelo che ci si trova come, dove e quando va così.
    Non è un minuto di ritardo.
    E' il fatto che...non scappo più. Non voglio più nascondermi tra le luci della città e tra parole, gesti...fuochi d'artificio che poi, svelano il buio.
     
    Io ci resto al buio. Solo io mi restituisco la luce.
    Senza passare da scorciatoie per non pensare che si dimenticano del cuore. E della parte migliore di me.
    Tu e la mia parte peggiore.
    Io ci resto al buio. Solo io mi restituisco la luce.
    E se piango, lascio fare. Trovo il coraggio per ammetterlo e per farlo...per sentirmi persa e però, non voler scappare.
    E' più forte di me. Non trovo pace nel facile, per forza devo accostarmi al difficile.
    Io ci resto al buio. Solo io mi restituisco la luce.
     
    Riparto da me.
    Sbagliando, sbandando, perdendomi, scappando,
    ma non è tardi.
    Già domattina mattina riparte tutto.
    Riparto anch'io.
    E mi ritrovo in me, in tutte quelle cose che le emozioni e i sentimenti mi hanno portato a fare e a essere.
    Solo io mi restituisco la luce. E vorrei poter far brillare le lacrime, vederle scorrere lungo il viso e guardare i miei occhi chiari e lucidi. Vederci luce dentro e accenderla.
     
    Luce che...porterò,
    fino a un sorriso.
    Uno di tanti.
    E no, che non mi arrendo.
    Quella vera sono io, sono adesso.
     
    E' quasi notte e...stupidamente mi coglie un pensiero. Una frase sussurrata e una risposta altrettanto sussurrata.
    Piano, sottovoce, la ripeto.
     
     

    Giochi

    Lo so che il tuo non è sparire. Lo lasci fare a me.

    Bravo, mi tieni sulla corda. E io, ci sto. In bilico a tenermi in equilibrio. Vediamo ancora per quanto.

    Non arrivare tardi. Anche solo di un minuto. Ti direi di no.

    Bravo, mi fai aspettare. Te ne do atto.

    E se sparisci, fai anche bene. Insegnami che non si scappa, che non si aspetta, ma che semplicemente...

    ...ci si trova.

    2/9/2007

    Mezzanotte o giù di lì

    E' la mezzanotte e la lenta melodia. Come i rintocchi di campana che accompagnano il sonno di una principessa.
    E io, principessa non lo sono. Perchè...compostezza...leggiadria...timore...sono cose che non ho.
    Solo adesso, con la calma...respiro un'aria che mi rilassa. E mi distende. E mi fa sognare.  
    Mi fa capire che la confusione che mi creo è dieci volte più complicata...
    ...della semplicità che ho davanti agli occhi.
     
    Serenità...pace...tranquillità...sono cose che cerco.
    Mi guardo intorno e le percepisco. Allora penso...devo preservarle.
    E mi stacco dal tempo.
    Del dovere.
    Del piacere.
     
    Niente rintocchi di campana. Niente lancette.
    Non voglio il tempo adesso, da mezzanotte in poi.
     
    Serenità...pace...tranquillità...sono cose che cerco.
    Mi guardo dentro e le vedo come luci che si stanno fulminando. Allora penso...devo reilluminarle.
    E mi stacco dai pensieri.
    Del dovere.
    Del piacere.
    In silenzio. Così come...nessuno può vedermi.
    E resto io, a guardarmi. Proprio adesso, proprio qua.
    2/8/2007

    C'è il tempo del dovere.
    C'è il tempo del piacere.
     
    Il tempo del piacere.
    Lo vivo.
    Lo rincorro.
    Ci vado incontro.
    Pazzie.
    Che ci sono. Che faccio essere.
     
    Dimmi cosa vedi.
    Un'altra me?
    Dimmelo, dimmi cosa vedi.
     
     
     
    2/6/2007

    Tutto qua

    Tesa.
    Perplessa.
    Stanca.
    Vorrei nuotare, nuotare, nuotare ancora. E apprezzare quel contatto. Senza la frenesia assurda e stupida che tavolta mi investe e che lascia la mia vita accelerare. E accelera tanto da andare e filare. Poi ti fermi.
     
     
    Pensi.
     
     
    E non lo posso chiedere se va bene o male. Solo io dovrei saperlo. Dovrei ma...non lo so. Ma forse è solo un momento un po' così. A chi la do la colpa...la divido a metà tra Baricco e Ligabue. Anzi, la divido per tre. Non mi dimentico della Martina, della sua complicità...del nostro scappare, dei miei pensieri, delle mie parole, chiuse lì. Che lei non fa uscire. Che non rivela. Ma custodisce. 
    E allora in definitiva che dovrei fare...partire con la mia auto, con su un cd e un libro. O forse, più di uno.
    Ma io non parto. Faccio partire.
    Tanto che mi viene in testa un pensiero stupido. Ma talmente stupido che...
    ...le lacrime, stanno in bilico.
    Chissà quanto valgono come equilibriste.
    Non so.
    Sorrido. E' stupido, lo so.
    Ma loro,
    alla fine,
    in equilibrio ci sanno stare.
    2/5/2007

    Sempre dritto

    L'ho capita la direzione qual è. Se poi mi aiuti, forse faccio prima.
    Non ti stupire se il Tom tom non va. Quale segnale vuoi che prenda. Quale satellite credi ci sia. Se la realtà è appena fuori di lì. Dentro no, non è reale. E' solo rappresentazione. Di me e di te.
    E io, facendone parte, non dovrei oppormici.
    E quanto ho rallegrato il tuo ego. Tanto, lo so.
    Ma in fondo se tutto questo non è realtà, posso usare le parole senza che mi ritornino indietro o che tu non ci creda.
    Tu hai soddisfatto il mio. Celato dietro quel complimento accompagnato da uno sguardo.
    Vedi che poi alla fine...la sincerità è facile.
    E io vedo che poi alla fine...l'indecisione è da buttare.
     
    Via. via da qua.
    Vado avanti,
    si che vado.
    2/4/2007

    Puntuale.
    Quasi previsto come le telefonate notturne. A cui non rispondo. E lo sai, che non l'ho mai fatto. Ma, continui e nonostante tutto, ci provi.
    Di nuovo domenica...e mi inviti. Ai giri infiniti che potremmo ripercorrere e poi, scoprirne di nuovi.
    Al sole che c'è fuori e che ci farebbe sembrare a primavera.
    Io ti dico di no. Ma non è consapevole, non è tattico o previsto. Non lo riconverterò in un si stavolta.
    Devo studiare. E lo so che non ci credi quando te lo dico. Non ci credo neanche io.
    E via il pensiero di chilometri insieme, di parole e di sguardi.
    Devo studiare. E lo so che non ci credi quando te lo dico. Non ci credo neanche io.
    Però adesso mi alzo e lo faccio.
    E lo so che non è finita qua.
    Tirerai ancora la corda e io forse ti opporrò ancora resistenza.
    E quando tu smetti di tirare...io continuo a oppormi ed è così che ti trascino a me. E mi trascino a te.
    Scappo. Per ora, mi oppongo.
     
    2/3/2007

    In balia di chi, di cosa

    A volte qualcosa rimane lì, per distrazione o troppa frenesia, fermo a prendere polvere. E i giorni passano, tutto resta fermo. A prendere polvere. E' un po' come se la polvere lasci che si posi sul cuore e sulle emozioni. Che forse, di tanto in tanto, qualcuno scrolla un po'.
    In balia delle mezze misure e delle mezze decisioni.
    Poi succede esattamente così, che una mattina decido di intraprendere la via drastica. Di prendere una decisione netta.
    Mi rivedo innamorata con lo sguardo perso in due occhi, a cercare baci che non sarebbero mai finiti.
    E' finita, non solo.
    Adesso, è il passato. Che inevitabilmente voglio catalogare come tale. Senza avere niente che mi riporti indietro se non flash back involontari. Tanto che forse...un giorno smetteranno, insistenti, anche quelli.
    E la forza fino a ora non l'ho dimostrata realmente.
    La determinazione. La presa di posizione.
    Non vorrò mai più lamentarmi di ricevere comportamenti ingiusti o dolorosi. Devo fare di più. Impedirli. Ostacolarli.
    Ragionare con la testa, ignorando il cuore, proprio alla fine per tutelarlo realmente.
    E' come se sentissi che neanche stavolta sto pensando a me...eppure in fondo forse è così.
    So che non è la rabbia, ma il buon senso.
    Che voglio percorrere del tutto e non guardare da lontano.
    Il buon senso di rispettarmi, volermi bene, cancellare ogni forma di tangibile ricordo.
    E' finita, non solo.
    Adesso, è il passato. Che inevitabilmente voglio catalogare come tale.
     
    Voglio il prezzo più alto, perchè vorrò poi...
    ...la liberazione del cuore più bella che potrò trovare.
    Ho fiducia.
     
    2/2/2007

    E' quasi notte

    Leggerezza.
    Quando scorre Secret dei Maroon 5 a fine serata.
    In un giovedì che ora a mezzanotte e zerouno è diventato venerdì.
    E allora caro venerdì potrei, calma e seduta, raccontarti la mattinata di giovedì. Ma è stancante anche solo ripercorrerla per tutti i suoi chilometri, le disavventure e il lieto fine scritto in un libretto blu custodito nella borsa.
    Vorrei solo che...
    ...mi passasse questa tensione che avverto dal collo scendere per tutta la schiena. E le spalle doloranti nonostante l'acqua.
    La testa sott'acqua...nuotare. E vivere realmente tutto d'un fiato. Quell'attimo di totale calma.
    Ho voglia di un sonno bello. Di quelli che ti alzi la mattina e pensi sarà, molto probabilmente, una buona giornata. Ho voglia di sogni. E se il mio inconscio non trova emozioni belle su cui lavorare, beh, spero che allora sia tutto buio. O al massimo con un cielo di stelle che resto a guardare. Tra i mille sbadigli, ma la parziale serenità.
     
    Vorrei un cielo di stelle,si.
    Il massimo...scoprirmi a guardarlo in compagnia.
    Ma potremmo mai sdraiarci a guardare le stelle?
    Allora si che la vita non finirebbe ancora una volta di stupirmi.
     
    Ma io, per oggi, vado a letto stupita.
    Piacevolmente, di mille cose. Se non doveva succedere non è successo.
    Cosa, come cosa. Niente. Non è successo niente.
     
    Psst...il cielo di stelle!