Elisa's profileIl mio angolo...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    3/30/2007

    La matematica non è un'opinione.

    E' da tanto che ho questo pensiero in testa ma che poi non esprimo mai.

    Forse per il troppo pudore.

    Non è 3. E' 2+1. E io, io sono l'uno. E solo sommandomi trovo un posto in quel 3. Tre è un solo un totale a sua volta di una sottrazione. Poi, se mi sommo a 2, faccio parte di 3. E quanto non sopporto la matematica. Sottrazione e addizioni che ormai mi hanno tolto il senso logico. Ma che mi esprimono solo una realtà. Dove io sono distaccata e isolata. Uno, appunto. E il due non è solo maggiore numericamente. E' anche più agguerrito, forzato, arrabbiato.

    Io sono 1. E divento tre solo sommandomi. E ci sto stretta nel 3.

    Uno di uno. E' la sola dimensione che adesso mi porta tranquillità. E, anche se perdessi,

    non avrei perso. Anzi, sarei libera. Libera.    

    3/29/2007

    Pensieri appuntati

    Mi piace uscire di casa sotto la pioggia e correre verso la macchina.
    Neanche lo dico più,
    ovviamente senza ombrello.
    Ma non cerco raffreddori o malanni di stagione, forse più una specie di lavaggio interiore che vedo manifestato così. Che scende dal cielo.
    Potrei sembrare pazza, lo so.
    Ma è veramente il mio pensiero,
    e magari qualcuno, anche fosse uno, lo condivide con me.
    Sto lasciando, nuotando, la fatica più prepotente.
    Sto lasciando, sotto la pioggia, correndo, le ansie più pesanti.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    3/26/2007

    L'istinto mi dice

    Il caldo che manifestava la fatica si contrapponeva ai brividi che arrivavano lungo gli attimi in cui stavo ferma.
    E aspettavo, poco, pochissimo, prima di ripartire.
    Caldo, freddo. Ma soprattutto la fatica che sento diminuire volta dopo volta. Le bracciate che si rincorrono e quell'ammonimento di sempre
    "Più lenta, più lenta".
    Stasera anche Tiziano Ferro se ne era andato via. E scivolavo con qualche incertezza ogni tanto...ma scivolavo.
    Nel borsone ad aspettarmi, due chiamate anonime.
    E il fastidio dell'anonimato si è contrapposto, e ha perso contro il pensiero che le chiamate sono rimaste chiuse lì. Lontano da me. Che in quei momenti ero irraggiungibile. Chiamami, tanto non sento. Chiamami, sto annegando i pensieri e le inquietudini peggiori.
    Chi sei tu, che mi cerchi quando tutti sanno di non trovarmi?
    Chi sei tu, che non ti presenti?
     
    L'anonimato, infantile.
    Di certo di un in infantilisimo che non va a spasso con il mio.
     
    O forse questo fastidio è solo accentuato da uno dei miei incubi. Che inizia proprio da una chiamata persa nello spogliatoio della piscina. Ma tornando a casa, iniziava lentamente a piovere. E io, lentamente guidavo e arrivavo. E ho visto coi miei occhi che c'era solo la strada e le gocce che scendevano. Non c'era niente. Non c'era nessuno.
    Allora ho ripreso il mio senso di sicurezza.
    Dopo averlo perso, per qualche metro, per qualche istante.
    Per colpa tua. Che non so chi sei.
    Esagerata? Si forse.
    Eppure l'istinto...
     
     
     
    3/25/2007

    Domenica assonnata

    Settimana tosta e piena.
    Di tutto e di più.
    Di pianti esplosi e impossibili da trattenere. Di chilometri in auto a destra, sinistra, su e giù.
    Di rabbia, nervosismo e disfattismo.
    Quel momento in cui ho percepito per un attimo che la forza non mi avrebbe aiutato e che l'orgoglio lo potevo buttare dalla finestra tanto era inutile. E restavo stretta nel mio silenzio, in isolamento. Il fondo mi provoca voglia di solitudine, momenti da non condividere se non alla fine di tutto. A volte mi domando se sia difficile da capire. Ma per fortuna sono capita.
    Poi tutto si appiana.
    Un po' come il mare che ridiventa calmo. E il destino, i giorni, si prendono un po' gioco di me.
    Io,
    non ci penso più di tanto.
    Se potessi, con una gomma cancellerei alcune cose brutte, altre tristi, altre ancora fuori tempo e luogo.
    E la tentazione forte, di richiudere la lettera di Trenitalia,
    di mandargli indietro quella cartaviaggio che ieri con tanto ritardo e noncuranza mi hanno fatto recapitare a casa.
    Io non sopporto i treni,
    d'ora in poi viaggio in auto.
     
    Oggi piove,
    e, fortuna,
    finisce la settimana.
    Le chiavi le ho posate distrattamente dove, non ricordo.
    E tra un po' il telefono squilla.
    E' tornato il freddo.
     
     
    3/21/2007

    Passando di qua

    L'orgoglio mi ha fatto cancellare le decine di righe che fino a ora avevo scritto.

    E va bene così.

    3/20/2007

    Dispetto tra i pensieri

    E, ancora, come ieri, vorrei tuffarmi e nuotare. Sentire l'affanno e la fatica, i battiti accelerati e le bracciate che non arrivano mai alla fine. Avanti e indietro, su e giù. Ancora, ancora e ancora. Tra le mie risate, battute, che con un'occhiata rimetto a posto.
    Sono costretta a nuotare con Tiziano Ferro. Ferma al blocco di partenza...tocca a me, prendo aria e butto giù la testa " E voglio indifferenza se mai mi vorrai ferire...". Arrivo in fondo e mi fermo " Non basta più il ricordo, ora voglio il tuo ritornooo...".
    Nulla di personale, Tiziano Ferro.
    Solo che io vorrei, non dico il silenzio, ma magari le urla del mio insegnante che non sono sovrastate da malinconiche note. C'è tempo e luogo per tutto. Non voglio una colonna sonora triste e malinconica per la cosa che più mi scarica e mi ricarica.
    Ci rinuncio.
    A capire le scelte musicali dell'insegnante di acqua gym.
    Ci rinuncio.
    A chiedermi il perchè le sue allieve vogliano il minor contatto possibile con l'acqua. Certo che forse una piscina non è stata proprio il massimo come scelta per poi evitare il contatto con l'acqua.
     
    Gavettone per tutti?
    Bambina dispettosa.
    Si, si, lo so.
     
    3/18/2007

    Respiro, primavera

    Sta finendo l'inverno.
    E questi sono gli ultimi brividi di freddo che mi entrano dentro e si manifestano su di me.
    Pelle d'oca che puoi vedere, ma non toccarla, non la sensibilizzare.
    E chissà se è finito anche quel tempo rimasto sospeso nel tempo, tra le stagioni, i brividi e il calore.
    Io dico di si. Sorrido tra me e me.
    E' così che finisce l'inverno.
     
    Dicono,
    tornerà il freddo. Allora, cercami. Ma solo se dovesse tornare.
    Altrimenti, primavera. E,
    la primavera non è mai stato un buon tempo.
    Penso,
    e se non tornasse? Allora, non cercarmi.
     
    Lo so, prima o poi ci ritroviamo.
    O
     
    forse no?
    3/17/2007

    Oggi si

    Oggi si, torno a scrivere.
    Perchè già tanti pensieri e tante parole mi hanno attraversato e sono sfumate senza che avessi tempo, modo, di lasciarle ferme e impresse. Non so cos'è che mi fa fare strani sogni, assurdi, illogici e frammentati.
    Forse vecchie righe lasciate in un vecchio telefono. E mi riporta indietro nel tempo, nella penombra di pensieri e situazioni. E ritrovo date, situazioni, che avevo perso. Quella notte dei Mondiali. Che non lo so perchè mi è rimasta così impressa.
    Io e le mie amiche, strette, compresse, nella folla di là dal Lungarno, a aspettare, sperare la vittoria. La gioia generale, il disorientamento, tanti visi conosciuti, tanta gioia da tutte le parti. E la leggerezza di tutto. E la totale confusione che avvolgeva tutto il resto, come se tutto accadesse ma non accadesse. C'era leggerezza. Ma tanta. Non lo so perchè ci ripenso anche adesso.
    A ripensarci,
    beata leggerezza. Che nessuno avrebbe mai potuto minarmi, e che infatti non ha minato.
     
    Sorrisi e spensieratezza, clacson impazziti, cori a squarciagola, caldo, notte di trionfo.  
    Notte di movimenti defilati dentro la città. Si può essere defilati stretti nella calca? Si, si può esserlo.
     
    3/9/2007

    Il resto...si vedrà

    I miei occhi sono i tuoi occhi. I tuoi pensieri sono i miei pensieri. Ti guardo mentre dormi e rivedo la stessa identica espressione e la stessa bocca socchiusa di quando eravamo piccoli.
    E poi,
    io il mio carattere.
    Tu il tuo.
     
    Vorrei tanto dirti, Ti prendo e ti porto via.
    Vorrei tanto guardarti, Lo faccio sul serio.
    Vorrei prenderti per mano, Seguimi.
     
    Lo farò. Ti seguirò.
    Ance se scappi, non ti prendo,
    mi sfuggi e riscappi.
     
    Hai gli stessi occhi marroni grandi del mio bambolotto preferito. E se ti immagino coi boccoli...
    ...sei proprio tu.
    Sei, tu.
    3/8/2007

    Punto e basta

    Tra le tante domande in anticamera ne ho una come davanti agli occhi, che bussa insistentemente nella testa, che scava cercando la sua adeguta risposta.
     
    Adesso, cosa dovrei pensare?
     
    Non ho più voglia.
     
    Il silenzio. Totale.
    La calma. Reale.
    La stabilità. Constatata.
    Sono certa, non c'è data di scadenza. E' un inizio di risposta, ma chissà quanto potrà estendersi o chiudersi.
     
    Non lo so.
    E veramente non ho voglia di scoprirlo a tutti i costi.
    Resto perplessa,
     
    punto e basta.
     
    3/5/2007

    Invito...selettivo

    Sono,
    una biglia impazzita.
     
    Eppure...non riesco a stare attenta a quello che prendo e ai contatti che sfioro e che travolgo.
    Le parole non potrebbero mai mancarmi, adesso, qui.
    E mai...per ogni cosa, che vale la pena di tenere e lasciar stare.
    Non è vero che scappo, non è vero che predico una vita senza legami, o vincoli troppo stretti. Ci sono vincoli impercettibili che mi attraversano e mi tengono salda, ferma e decisa. Come fai poi, a spiegare una fragilità che si annulla appena prende forma. Nasce e muore della sua consapevolezza. E si, che è una fortuna.
     
    E pagala,
    la calma,
    la fermezza,
    la forza.
     
    Esisterà prima o poi,
    qualcuno, qualcosa, che,
    andrà dietro a una forza.
    E penserà, che forse talvolta è insopportabile.
     
    E allora vado a dormire inquieta,
    con un pensiero generale,
    calmo, fermo e forte...
    ...Egoisti, menefreghisti, arroganti, ipocriti, bugiardi, illusori, vigliacchi,
    nomi e cognomi, parole, silenzi, gesti, non gesti,  
    A quel paese. Via! Lontano...
    ...introvabili da nessuna cartina e,
    nessun navigatore.

    Da giù a su

    Non so a cosa sto pensando in particolare. I pensieri si susseguono come cortometraggi sconnessi tra loro, con una sola costante e tanti epicentri.
    Sono rimasta ferma a quella porta chiusa lunedì. E devo scollarmi, girarmi e ripartire. Mi sento una biglia impazzita.
     
    Ansiosa. Tranquilla.
    Veloce. Lenta.
    Brava. Bugiarda.
    Coraggiosa. Timorosa.
    Delusa. Speranzosa.
     
    Eppure, sicura. Che guardo avanti e solo adesso penso all'indietro, rendendomi conto che non lo penso più.
    Però...davanti a quel portone sono ancora ferma. Ci trovo il lato positivo.
    Non è stata la mia delusione più grande.
    Troverò una porta migliore. E l'inizio della fine.
    Mi impegno. La trovo.
    Devo scappare da formule matematiche e malanni di stagione.
     
    Emotività...regalami stimoli ancora infiniti. Come questo, che ho appena rubato ai pensieri.
    E da qui, parte il mio lunedì.