Elisa's profileIl mio angolo...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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5/27/2007 Lascia il display del mio telefono senza tracce del tuo nome. Non farlo squillare per richiamare la mia attenzione. Cerca sulla tua rubrica tracce di qualche bambolina che non sappia giocare come giochi tu. Io saprei farlo...ma fino in fondo. Pensami, quando ricordi le bugie che dici. Pensami, quando ne vai fiero. Pensami, quando guardi negli occhi una bambolina e sorridi soddisfatto. Lei non capirà. Ti penserò, come un gioco. Ti penserò, irrimediabilmente stronzo e bugiardo cronico. Ti penserò, come si pensano i capricci. 5/25/2007 L'esatto istante in cuiTira il vento a volte in mezzo a questo caldo insolito. Custodisco una strana inquietudine, un senso di inadeguatezza che qualcuno ha piantato come un seme dentro di me. E io silenziosa aspetto, il momento di tirare via le radici di questa pianta che non ha posto dentro di me. La confusione dentro e fuori mi fa restare a guardare per un attimo, e una volta tanto mi rende cauta. Mai come adesso le lacrime si spalancano le porte da sole, ma non sono mai lacrime di tristezza.
Ho pianto di delusione.
Ho pianto di paura.
Ho pianto si,
anche per tenerezza. L'esatto istante in cui,
ho ricordato le cose vere. Le cose che contano.
Colori della vita, strani, mescolati, come direi io...pasticciati.
5/14/2007 Lasciato quaHo avvertito una stima che non ho espresso ma mi ritrovavo davanti l'incarnazione dei miei stessi pensieri e delle mie aspettative. Soprattutto della realizzazione. Ho visto che esprimendo il mio pensiero tu lo hai ricordato come punto di partenza per tutto questo. La mia stima non l'ho espressa ma spero sia stata colta. Di tanto in tanto, rileggila. O osservala nei miei occhi. Ho visto totale assenza di invidia o di disagio con me. Anzi incoraggiamento che non mi aspettavo e che mi hai dimostrato. Vivendo la calma sulla riva di un lago, ho osservato la stessa calma. Non ci sarebbe stato posto più indovinato, che hai saputo indovinare. Come sempre confusi dentro la realtà, senza tempo ma con tanti spazi. Confusione intorno e chiarezza solo tra due. Chiarezza che si esprime giorno per giorno. Quello che ci lega non sono meravigliose parole, promesse non mantenute, illusioni create e mai concretizzate, sentimenti magnifici e sopra ogni cosa, gesti facili e affetto da vendere e svendere. Quello che ci lega, lo tengo per me. Dentro un abbraccio infinito e leggero, e un bacio. Che non ha bisogno di parole. Ma solo un sussurro. Sai cos'è, serenità. Borsone e chiavi dell'auto, scappo a confodermi con l'acqua. A respirare cloro. Questo pensiero lo lascio qua. 5/12/2007 Incoerente come non maiChissà poi perchè a volte penso che mi manchi un po'. E ti penso.
Mentre la vita scorre e tutto sta al suo posto, come un pensiero che mi coglie in momenti inaspettati o per dettagli insignificanti.
E risento due mani stringersi fortissime e i miei silenzi mentre ascolto parole che gli occhi mi confermano. Incollati.
Ma poi quando fai squillare il telefono resto incerta a osservarlo e ti rispondo quasi per caso, sfuggendoti e evitandoti con un "Casomai".
Non sono mai riuscita a capire perchè mi defilo, mi nascondo e scappo evitandoti.
Quando già lo so che il nostro equilbrio è un'altalena,
dove noi troviamo la normalità.
Ma forse scappo perchè non riesci a vedere il resto.
Che c'è oltre a quello che tu hai saputo scoprire e capire. Quello che mi fa tornare e mi fa sentire tranquilla.
Vorrei solo scoprire qualcosa che sovverta i miei pensieri e che annulli questo filo invisibile e indivisibile. E ho paura che non arrivi mai...per quello che ti sfuggo,
ora lo so. 5/10/2007 Scappatoie in diminuzioneQuante strade e autostrade ho guidato in questi giorni. E spesso, la superstrada che mi divide tra Siena e Firenze. Curve e asfalto poco raccomandabili...paesaggio intorno, a discapito, bello davvero.
E i tratti di autostrada brevi che percorro, mi ispirano la voglia di evitare l'uscita e di continuare a guidare e finire lontano. Non lo so perchè ho questa vocazione per le distanze. E sogno un lontano che mi porti un lavoro che vorrei, ma che ad oggi non potrei portare avanti in parallelo con l'università. Ultimo sforzo. Anzi, un po' più di ultimo, penultimo.
C'è una parte di me che si sta insediando sempre di più, rifugge la distanza e mi fa vedere le possibilità della vicinanza. E a questo associo una sensazione di concretezza che in alcuni aspetti della vita non ho mai affrontato fino in fondo. Sono aspetti della vita che ora conosco più a fondo, e capisco che il lontano è stato solo una scappatoia, per un verso e poi per l'altro. E che se capita lo affronto, ma non devo più correrci incontro o essere incline ad aprire la porta a centinaia di chilometri.
Sono recidiva, lo so.
Devo smetterla di escludere a priori.
Di mantenere sempre un alto margine di libertà.
Di responsabilizzarmi troppo per alcune cose, e di evitare responsabilità per altre.
Questi giorni, o forse le strade che guido, mi fanno correre i pensieri a mille e più, tanto che potrei scrivere per molto.
Ci sono cose che mi dico tra me e me, e per pudore o rispetto, non finisco con l'esporre. Ci sono alcune constatazioni che non ha senso rivelare. Ci sono pensieri che non ho il coraggio neanche di rivelare ai diretti interessati. Ci sono intenzioni che mi fanno pensare un po'.
Non posso perdermi troppo nei pensieri.
C'è da fare.
Calma,
sangue freddo.
Chiavi dell'auto e via.
5/7/2007 L'imbarazzo ecco cos'èForse è troppa importanza quella che attribuisco e distribuisco.
Forse è troppo imbarazzo quello che mi soprende e mi copre di atteggiamenti nervosi e impacciati.
E spesso distolgo lo sguardo, divento logorroica o scappo. Si, scappo. Non è una vera e propria novità anche se scappare per timidezza davvero non pensavo mi sarebbbe mai successo.
Di sentirmi cretina neanche pensavo. E' questa la vera e propria verità.
E non è neanche tutta qua.
Quando mi incanto e osservo quello scivolare nell'acqua che azzarderei definibile come perfetto. Vorrei avere il coraggio di tenere alto lo sguardo e fissare come sempre faccio. E non girarmi di spalle e iniziare la mia nuotata, lontana di qualche corsia e di tanti progressi e bravura.
Ma poi...se mi guardassi da fuori, mi verrebbe da ridere. Intenta a calcolare i tempi, sincronizzare gli orologi e far apparire casuale quella uscita contemporanea dagli spogliatoi. Da due parti opposte per poi uscire ancora una volta verso due parti opposte. Strani giri fa la Martina. Lei, non io. E poi ho sbagliato. A salire sul blocco di partenza e arrivare fino lì per poi non tuffarmi. Non posso pretendere tuffi da altri se a tuffarmi voglio essere io.
Prima o poi mi tuffo,
spero solo che la piscina non sia vuota.
La botta sarebbe notevole. Non tanto al cuore, quanto al mio orgoglio e alla mia faccia.
Perciò,
se fosse possibile,
piena d'acqua per favore. E non è un caso se sto nuotando male.
E l'imbarazzo, si. Quello lì.
Ma pensa te.
Bambina,
tremendamente timida,
assolutamente impreparata,
folgorata.
5/4/2007 Fuori, pioveDiluvio in piena regola. Che non accenna a calmarsi o fermarsi.
Proprio come piace a me.
Con la musica spenta e il rumore della pioggia che corre giù. Con i vetri rigati dalle gocce e la finestra che apro per riempire i polmoni dell'odore di pioggia. I leggeri brividi che avverto lungo il corpo e la luce semibuia che se non avessi l'orologio penserei che è quasi sera. E mi godo questo momento di calma, silenzio e pioggia.
Che stasera sarà festa, divertimento, gente (tanta si spera!) e balli in piena notte...mi soffermo a catturare questo attimo di totale isolamento e di intimità. E mi vengono in mente tante cose che la pioggia mi suscita,
una telefonata sottovoce,
un abbraccio fraterno,
un bacio delicato,
un libro in solitudine,
confessioni segrete,
e, quante di queste cose ho fatto mentre fuori diluviava. Ricordo i posti, i rumori, e l'odore di pioggia. Lo stesso che adesso mi entra dentro. Ricordo l'ultimo diluvio che mi è entrato nei ricordi dentro un abbraccio e le mie parole che risuonano nella testa come un eco. Potrebbe sembrare malinconia ma è solo constatazione della estrema fragilità che mi porta la pioggia. Dove non penso più a perchè, va bene o no, conviene o no, serve o no.
Piove e mi sento tremendamente vera da non potermi nascondere.
La pioggia,
lava e porta via.
Domani, da capo.
5/3/2007 Mille e unoFuori piove e le temperature lentamente calano, il bucato non si asciuga. Eppure, è maggio e il tempo si sta avvicinando all'estate.
Da una parte manco totalmente di intraprendenza mentre dall'altra parte la determinazione è un motore forte, fortissimo. Che stona tremendamente con quell'ansia che mi si attacca e che porto con me come se indossassi gli orecchini migliori. Ma sono queste contraddizioni a portarmi sempre avanti, seppure lentamente.
L'entusiasmo bambino è benzina per le idee e i pensieri in cui credo fortemente e che quasi riesco a toccare con mano tanto da non poterli chiamare sogni. Adesso trovo il tempo e il modo di alzare lo sguardo e guardare le stelle e trovare sempre uno sguardo che mi osserva, discreto ma presente. E quando mi sento così,
entusiasta,
motivata,
volenterosa,
attiva,
frenetica,
ambiziosa,
mi ricordo il mio essere piccola, bambina, racchiusa tra due braccia grandi e protettive. E come apparivo fragile, quasi di vetro, mentre osservavo con due piccoli occhi quello sguardo pieno di meraviglia e di amore.
Mi ricordo che non sempre ho voglia di scappare o di partire e di arrivare. E a volte, il telefono squilla e lo lascio squillare.
Mi ricordo quella mancanza e quel distacco a cui preferisco non pensare per non sentire fitte al cuore e lacrime che bussano.
Mi ricordo che c'è differenza tra quello che sono e quello che lascio apparire. E non sempre tutto può essere svelato. Non è falsità, ma tutela.
L'entusiasmo è motivo di serenità, nonostante tutto, che trovo dentro e lascio si propaghi.
L'entusiasmo è motivo di vivacità.
L'entusiasmo è motivo per...1000 tuoi impegni,
i miei,
1001. |
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