Elisa's profileIl mio angolo...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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6/28/2007 Percorrere chilometri in autostrada con la radio accesa e in solitudine mi fa pensare.
Mi fa immaginare.
Mi invoglia a continuare l'autostrada fino alla sua fine sia che vada verso Milano, verso Roma o chissà dove.
Mi rilassa.
Spesso è soltanto la voglia di tanti chilometri da guidare, le marce da scalare o da riprendere e il volante da portare, dove la strada porta.
Quasi mai ho una vera destinazione in testa quando mi assale il desiderio di guidare centinaia di chilometri.
Anzi,
è soprattutto la curiosità di vedere dove potrei finire.
Nel frattempo tanti pensieri in testa, canzoni da cantare e asfalto da lasciare dietro per poi ritrovare dopo.
Quasi mai ho una vera destinazione in testa.
Però stasera quasi per caso ho provato a pensarla.
Ne ho avute in mente due.
Ma soltanto una mi avrebbe invogliato così tanto da anche solo pensare di farla.
Ed è così che sarei finita,
proprio come i Negrita,
rotolando verso sud.
6/24/2007 Ferma non ci stoQuando vivi una cosa per cui ognuno non trova altro che affermare "Incredibile!" nella sua accezione più negativa...beh, è dura da digerire.
Altrettanto dura ripartire. Pensare di essere di nuovo al punto di partenza e chiedersi dove poter trovare l'entusiasmo, l'inventiva e il reale impegno.
Solo due giorni fa pensavo di non riuscire più a ripartire e la rabbia mi aveva allagato il cuore come un rubinetto lasciato aperto. La demotivazione mi martellava in testa tanto da non potermene liberare. In tarda sera, una telefonata e un consiglio che non potrò usare e che non sarà utile a risolvere il mio problema.
Ma è stato utilissimo a farmi capire che se davvero è possibile pensare che io riparta...allora io riparto.
Troverò di nuovo qualcosa in cui credere. E poi entusiasmo, inventiva e impegno arriveranno di conseguenza.
E' stato davvero tanto quello che ho dovuto far crollare.
E' stato poco quello con cui ho iniziato a pensare di ripartire.
Una telefonata, i km, le impronte dei piedi lasciate in riva al mare, il sole mite, il mare mosso e quelle onde forti e indomabili.
Non so determinare con precisione cosa sia stato, ma forse un po' tutte le cose che si sono inseguite mi hanno aiutato a capire.
E' facile compatire. Ma è possibile anche aiutare.
E' facile restare stupiti. Ma è possibile anche un consiglio dato col cuore.
E' molto facile lasciarmi al punto di arresto.
Ma è possibile e assolutamente reale per me. Sotterrare le cattive emozioni e andare avanti.
Io, ferma non ci sto.
Appunto in fondo alla pagina: i momenti di sconforto sono tra quelli più emotivamente impegnativi. Altrettanto sono quelli in cui, razionalmente, appare cristallina la netta differenza tra compatimento e aiuto. Interesse e finto interesse. Dispiacere e sottile menefreghismo. A pensarci bene, questo non è certo meno increbile.
6/22/2007 Di nuovo, da capo, rifareSe tornando a casa ho subito l'impulso irrefrenabile di scrivere allora si,
la mia emotività è in subbuglio. Altrimenti non esisterebbe questa ispirazione e le parole legate su una corda da tirare fino a vedere quando finisce.
Ho dentro qualcosa che si sta spostando e il rumore in testa di un grande tralsoco di mobili pesanti.
Sono,
Arrabbiata
Devo pagare per un errore che non è stato il mio.
Disillusa
Non devo sentire un si che si protrae per settimane se poi alla fine è un deciso e irremovibile no.
Disorientata
Adesso dove guardo e a cosa mi ispiro.
Triste
Per una data che sfuma definitivamente.
Demotivata
Se si sono annullati due mesi così, quale motivazione potrà mai spingermi a proseguire dando il tutto per tutto?
Una impercettibile parte di me pensa che "Se non è stato, non doveva essere".
La stessa impercettibile parte crede ancora di poter riuscire a fare qualcosa di buono e interessante.
Oggi, non me lo dimentico più. E lo so che sarà così. Non potrò dimenticare la mia più grande disillusione.
Strappo un foglio e strappo
Idee
Aspettative
Speranze
La corda di parole finisce con queste ultime.
Voglio un lavoro.
E spogliarmi di questi grotteschi, surreali, abiti da studente.
6/19/2007 Sensazioni di passaggioQuante parole e quanti pensieri in questi giorni ho lasciato sfumassero via. Senza metterli nero su bianco.
Proprio quando mi chiedevo molte cose, dubitavo molte altre e soprattutto mi vedevo così diversa da come vengo descritta e raccontata.
La connessione si è bloccata quasi provvedenzialmente senza che scandissi le mie ansie, il mio pensare all'arrendevolezza, quelle lacrime fragili esplose troppo spesso.
E' dopo una notte insonne dove tutte le paure e le aspettative hanno raggiunto il loro picco massimo che non posso far altro che sedermi e stare calma. Aspettare di svegliarmi al mattino e capire che erano solo incubi. Andare fiduciosa avanti e scoprire poco alla volta dove continua la strada.
Ritrovare la calma riflessione e l'impulsiva azione,
la fragile stella marina e la forte stella in cielo,
gli incubi svelati e i sogni persistenti.
Buon proseguimento di viaggio,
sensazioni scomode. 6/10/2007 Finalmente!Oggi no.
Non c'è più quel senso ambiguo e misto tra soddisfazione e insoddisfazione.
Gioia e malinconia.
La notte ha cancellato le brutte sensazioni e, alzandomi,
ho percepito solo agitazione.
Sana agitazione.
Iperattività.
Voglia di scaricare una montagna di ansia e di essere finalmente,
Libera.
Tiro un sospiro di sollievo.
Da domani riparto,
ma oggi no,
ballo,
corro,
salto,
rido,
Vivo del tutto Spensierata. 6/4/2007 LeggeraFinalmente mi alleggerisco di tutti i pensieri e delle ansie...e mi immergo più che posso, e risalgo su.
Il tempo scandito dalle bracciate è stato spensierato e piacevole,
di risate,
vasche,
respiri,
affanno,
battute,
impegno
e...
...totale libertà.
Non aveva importanza il tempo che in questi giorni mi sta rincorrendo.
Non aveva importanza la mente che in questi giorni sto sovraccaricando.
Non aveva importanza niente,
se non,
lasciarsi andare.
Non voglio pensare a domani e alla corsa che riprenderò.
Stasera mi sono fermata.
Respiro profondo. Aria e cloro.
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