Elisa's profileIl mio angolo...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    8/30/2006

    Il rumore dei grilli la sera

    C'è una domanda che continuo a ripetermi nella testa, e so che non c'è risposta. Forse il tempo me la darà...presto o tardi, basta che esista da qualche parte nel calendario. Che sia di questo o di qualche altro anno.

    Era nero, a malapena qualche stella qua e là. Deve essere piovuto stanotte. Guidavo in quella strada con gli alberi ai lati, talmente incurvati in avanti da coprire la visuale del cielo. Come una galleria, nata così, per caso. Ho fermato la macchina a un certo punto, come se fosse naturale, eppure ero nel bel mezzo della strada. Tanto, non ci passa nessuno, specialmente a quell'ora. Il silenzio, tanto. E poi migliaia di puntini gialli seminati qua e là, in fondo. Lontano.

    Ho preso quella salita, a dire il vero è ripida e un po' faticosa. L'ho notato ieri sera veramente per la prima volta. Era nero, il cielo era nero. Non era mai successo che in cima non ci fosse anima viva. Se non fosse stato per il vento forte che si è alzato avrei giurato che era tutto immobile intorno...e laggù, davanti a me. Per un istante si era annullata tutta la confusione, si era aperta la scatola di paure come se fossero volate via. Un istante è impercettibile. E' già qualcosa averlo ricordato. 

    E vallo a spiegare ora che il lavoro è la cosa meno opportuna oggi. Ma poi, a chi lo spiego. Che se potessi spiegare poi, questa neanche sarebbe la prima cosa che avrei da dire. Alla fine poi, non dico. Se prima c'era solo l'inquietudine...ora c'è la confusione.

    Spero solo che non mi catturi. La confusione.  

     

    8/23/2006

    Prima di andare, dopo essere tornata

    Perchè è come stare in apnea. Eppure, così fastidioso e così affascinante. Da diventare quasi pericoloso. Eppure, non lo è mai perchè l'aria si esaurisce non prima che la lucidità riporti a galla. Lucidità.
    Vestito stretto in molte occasioni.
    Se lo cerchi è nel cesto del bucato da fare, oppure...stropicciato, da stirare.
    Lampadina. Che si brucia con troppa tensione. Quando il buio è la cosa meno opportuna al momento.
     
    Buio. O forse penombra.
    Deliri strani.
     
    Lucidità.
    Come un telefono che si scarica mentre escono le parole più importanti che avresti da dire.
    Come la voglia di tuffarsi.
     
    In una piscina vuota.  
    Deve far male.
    Da contare i danni.
     
    Tuffarmi. Voglio tuffarmi. In una piscina piena. Di acqua gelida, che mi faccia venire i brividi. Di vita.
    Intrisa di cloro, che mi si appiccichi alla pelle. Da ritrovare ogni volta che il mio olfatto lo cercherà.
     
    Odori, sensazioni sulla pelle. Indelebili. Come un graffio che non va più via.  
    8/20/2006

    Mi piace pensare a un ticchettio ritmato e poco rumoroso. Come gocce che scappano dal rubinetto, le ultime...arrestate lì, in bilico. Domenica mattina, calma, ancora per un po', ancora fino a quando rimarrò qua, a casa.
     
    Mi alzo, innamorata. E le uniche cose che penso mi rimandano a lui.
    E di tutte le persone che incrocierò, ne vedrò soltanto una.
    Che,
    ironia della sorte,
    neanche è lì.
     
     
    Affacciata a una vetrina, delle tante, all'epicentro di centinaia di persone, storie, storia, passato, presente e futuro. Mi sorprende e mi fa vivere. Di cose che non dimenticherei mai. Che muovono il mondo, il mio. Nascosto dietro una stella.
     
    Cadente.
    Caduta.
     
     
     
    Chissà poi dove...
     
    8/10/2006

    Vibrazioni del cuore

    Resto immobile mentre l'acqua calda scivola tra i capelli e si perde scivolando sul corpo. Osservo silenziosa il vetro davanti, che pian piano si appanna. Gocce d'acqua lo rigano, si tracciano un percorso, fino al bordo. Fino a perdersi. Confondersi.
    Mi perdo silenziosa tra pensieri. Un brivido fuori mi accoglie e i pensieri ancora non mi mollano. Intrappolati in testa. Mossi, capelli mossi che non diano loro via d'uscita facile e subdola.
    Gesti lenti e sussurrati. Mentre i pensieri vanno. Ancora e ancora. Andranno. In tutta la strada che guiderò stasera.
     
    Ho voglia di cose semplici. Che muovano il mondo, il mio.
    Troppo spesso mi vergogno di ammetterlo.
    Troppo poco spesso mi dico quanto sono illogica.
     
    Emozioni. Quelle che mi toccano il cuore. E non dimentico più. Dovessi vivere 120 anni. No che non le dimenticherei.
    8/8/2006

    Luna poco dritta

    Ma chi lo sa poi perchè.
    Di infinite cose.
     
    Oggi è uno di quei giorni dove scappare. Lontano, lontanissimo...da non sapere neanche dove. Per smettere di chiedersi i perchè che non hanno risposta logica. 
     
    Scappare. Scappare. Scappare.
     
    E invece no...maledetta routine.
    Oggi, non va.
     
    E...spero tanto di trovare anche solo un motivo che mi faccia cambiare idea.
    Fiduciosa...
     
    ...esco.
    8/3/2006

    Flash...back

    I ricordi prepotenti riaffiorano, sempre. Nel momento in cui tenti di allontanarli o fingi di non aver mai vissuto quegli istanti.
     
    La lentezza di un flash back. Che si veste di sensazioni. Diverse tra loro. Forse, effimere. Ma sicuramente reali più che mai. E forti.
    E avvertirle ancora, in ogni istante che si riproduce nella mente e riporta indietro. Forti.
    Forti come legno. Marmo. Che si insidia nella mente.
     
    I ricordi prepotenti riaffiorano, sempre. Nel momento in cui tenti di allontanarli o fingi di non aver mai vissuto quegli istanti.
     
    La verità di immagini impresse. Come foto non scattate che esistono da qualche parte nei pensieri. Messe a prendere polvere.
    La verità di voci.
     
    I ricordi prepotenti riaffiorano, sempre. Nel momento in cui tenti di allontanarli o fingi di non aver mai vissuto quegli istanti.
     
    Il cuore corre all'impazzata, come se dovesse scappare, uscir fuori. Un sussulto muove il corpo dall'immobilità del sonno. E ogni volta, dopo l'attimo di paura, mi rendo conto. Che non scapperò mai abbastanza lontano. E che ho tempo di fare ricordi nuovi. Che siano i miei.
    Dove il cuore non corre all'impazzata. Cullato dalle emozioni che mi tengono viva. Come note sfiorate. Dolci, delicate, allo stesso tempo decise e penetranti. Fino in fondo.