Elisa's profileIl mio angolo...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    9/27/2007

    Pioggia battente e ininterrotta. Le temperature improvvisamente scendono veloci come se stessero percorrendo uno scivolo. Guardo fuori mentre i tuoni si stanno susseguendo, con ritmi indefiniti e toni gravi.
     
    "No, ti prego, fa che non piova".
    "Ma perchè...hai paura dei temporali?".
    "No, ma che dici! No, no".
     
    In quel momento doveva scendere uno dei tuoni improvvisi più rumorosi che potessi sentire. In un istante doveva crollare la mia bugia. Come se fossi spogliata all'improvviso, un sussulto e il cuore in gola.
     
    Sono un po' bambina ma non basta mai.
     
    Ho bisogno di apnea.
    E di tanto cloro.
    Di correre sotto la pioggia.
     
    Guardami. Mentre fuori piove, salta la luce e tuona come non mai.
    Non perdere neanche un attimo,
    guardami,
     assolutamente vera.
    9/22/2007

    Sei un pensiero,
    sei,
     
    presente,
    costante,
    pressante.
     
    Sei,
     
    via,
    silenzioso,
    distratto.
     
    Imparerò a ripensarti meno, mi ero detta un giorno.
    Ho finito col pensarti sempre di più.
     
    Nel bene, nel male.
     
    Lo sai che a tratti ti credo davvero irrinunciabile,
    ma non è possibile. Questo filo invisibile e indivisibile può essere tagliato.
     
    Ho le forbici in un cassetto.
    Ma ho dimenticato il cassetto qual'è.
    Vedi, sono bugiarda anch'io adesso.
     
    Sei un desiderio,
    con me stessa devo esserlo. Sincera.
     
    9/17/2007

     

    Strana la vita, già.

    A volte prevedibile e altre no.

    Sono giorni di studio, di speranza, di un sogno che vorrei vedere sempre più vicino quasi per arrivare a toccarlo con un dito. Mi spingo in avanti con le mani tese e non vedo l’ora. Di vederlo coi miei occhi. E so che non mi sembrerà neanche vero.

    Tutto così diverso dal primo giorno.

    Ma poi in realtà neanche così tanto. E’ vero, molte cose sono cambiate. Di terremoti ne sono passati di qua. Eppure i rapporti autentici e veri sono rimasti proprio qua. O forse lontano. Ma comunque con me.

     

    Penso a te, i tuoi boccoli e gli occhi grandi.

    A te, che mi hai insegnato cosa sono le emozioni.

    A te, che mi hai mostrato come andare avanti e crescere.

    A te, che mi hai reso una bambina felicissima ed amata, niente ci ha diviso e ci potrà mai più dividere.

    A te, che avrai per sempre una parte di me.

    A te, amica che mi ha tenuta per mano andando avanti per prima, mostrandomi la strada.

    A te, amico che sei rimasto al mio passo e hai condiviso con me le paure e le speranze.

     

    Lo devo a me e lo devo a voi. C’è da crederci se lo dico. Sono quella ragazza talvolta indifesa, scoraggiata, ansiosa, sognatrice.

     

    La quasi donna determinata, orgogliosa e sicura, è solo la cornice. A volte troppo abbagliante per vedere il resto. O forse sono stati gli altri,

    ciechi,

    stanchi,

    noncuranti,

    pigri,

     

    a non vedere.

     

    A me non importa molto in fin dei conti. Ci siete voi.

     

    Sparsi e diversi. Ma assolutamente legati a me.

    E’ tardi,

    esco.

    Vi porto con me.

     

    9/13/2007

    E' soltanto un ricordo

    L'ultima scena. E' quella che ricordo meglio. Ho una collezione di ultime scene e ricordo alla perfezione tutto. Colori, rumori, odori.
     
    L'ultima scena che ho vissuto è andata così.
    Allora immagina. La notte che sta avanzando.
    La freccia lampeggia a destra e io do un'ultima occhiata allo specchietto retrovisore.
    Ti guardo mentre cerchi le chiavi e poi riparto. Girando subito al primo incrocio. No, non era quella la strada più veloce.
    Era soltanto quella che mi avrebbe tolto dalla tua visuale. Volevo andarmene senza attraversare di nuovo quella Piazza che ci ha fatto incontrare per così tanto tempo. E quante cose che mi tornano in mente.
     
    Chi sei tu. Tu sei tu. E' strano, mi viene anche un po' da sorridere.
    Non mi hai preso il cuore, ma una parte di me. E a volte molti pensieri.
     
    Ti lascio Hyde perchè l'hai vista sempre e soltanto tu, il resto del mondo vede me. Jekyll.
              
    9/7/2007

    Lo ammetto, mi viene da sorridere. Riscatto le lacrime di una settimana fa.
    Aspetto le prossime, ma con la convizione forte che sia tutta una
     
    DiAbOlIcA e InGeGnOsA MaCcHiNaZiOnE.
     
    Solo l'utilità potrà ammazzarmi l'orgoglio. Che terribile difetto. E quante volte mi ha fatto dire...
     
    Ormai è troppo tardi. Forse, è troppo tardi anche adesso.
    Nel mio delirio di incasinata studentessa. Calma e sangue freddo.
    Posso ridere e piangere a tratti, tanto ormai non potrei, neanche volendo, smettere di farlo.
     
    Ma lontana, dalla diabolica e ingegnosa macchinazione.
    Dovrei farmi delle domande, io no, sorrido.
     
    9/5/2007

    Doctor Jekyll and Miss Hyde

    Sto pensando troppo. Immaginando, sperando.
    Portando avanti i giorni e i sogni.
    Il tempo man mano delinea i contorni. Sto rincorrendo qualcosa che ancora non vedo all'orizzonte.
    Riesco a malapena a scorgere l'immagine sfuocata di una stretta di mano.  
     
    Torno bambina.
    Logorroica. Ansiosa. Però, testarda e determinata.
    Scivolo nell'acqua e so di non poter mai essere trovata, vista, percepita.
     
    Here I am. Jekyll.
     
    Faccio bene o no?
    Che domanda stupida.
    Rimango ferma a pensare e poi distolgo il pensiero dal mio intento.
    Troppo tardi.
    E' già arrivato a te. Per magia. Telepatia.
    Potrei usare il mio orgoglio. Ma non ha senso.
     
    I really want to be. Hyde.
    Lo sono. Solo ai tuoi occhi.
     
    9/3/2007

    Tutto e niente

    Devo ricordarli questi giorni, uno ad uno, fermarli nero su bianco. Torneranno giorni come sabato e vorrò ripercorrere questi giorni che, invece, mi danno la spinta.
    Così che stasera posso tornare ancora per un po'.
     
    Leggera.
    Bambina. Al primo giorno di scuola.
    Spensierata.
     
    Allo stesso tempo.
     
    Pensierosa.
    Maliziosa.
    Insistente.
     
    Lo so. Ho detto tutto e non ho detto niente.
    Sfaccettature. Così le chiamano.
    9/1/2007

    Posta in arrivo

    Milano ha miseramente perso su Torino. 
    E sinceramente provo per un attimo a ignorare tutta la demotivazione che ora mi sta scivolando veloce addosso. Ignoro le lacrime silenziose che hanno un sapore stupido, inutile.
     
    Io mi sono persa.
     
    Che se solo esistesse una cartina, un navigatore li cercherei anche nell'angolo più remoto.
    Bella ironia della sorte. Bere il caffè del primo settembre con la speranza che porti svolte positive.
    Mi rimane un'unica porta a cui aggrapparmi, graffiarla con le unghie, spingere coi piedi e faticare per lasciarla socchiusa.
    Aperte. Ah, non ce ne sono mica.
     
    Primo settembre, ennesima porta chiusa.
    Da Aprile, bella collezione che conservo.
     
    E bella reputazione dei comunicatori. Che tengo su solo per quelle poche persone che la tengono alta, e me l'hanno dimostrato.
    Peccato però...che ora avrei bisogno di altro.
     
    Cerco disperatamente ancora la spinta. E so che potrò trovarla.
     
    Ma oggi,
    rileggo quella email.
    E mi fa schifo.