Elisa's profileIl mio angolo...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Il mio angolo......in fondo a destra... |
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6/29/2009 VeroE' proprio vero. Arriva la sera. Arriva il momento di addormentarsi e quei pensieri che a volte vorresti smettere di pensare, si ripresentano. Continuo a risentire nella testa quelle parole, a rivivere quelle scene e a dire a me stessa "Vedi, lì ero felice". Lì avrei potuto fermare il tempo. Perchè poi è così. Si è fermato un ricordo grandissimo che mi tocca le corde del cuore e mi fa rivivere tutto, sempre. Anche se il tempo passa. Non passa. Non smette. Non cede. Non si arrende. Non demorde. Anche se io non ne trovo il senso. Ci deve essere per forza. Non l'ho immaginato. Era tutto vero. Era vero. Un attimo, basta un attimoQuanto ci mette una cosa ad accadere. Un attimo. Il tempo di un attimo. E' questa la differenza che fanno gli attimi di stabilità da quelli di rivoluzione. Ci vuole un attimo e le cose cambiano. Ci sono attimi che non potresti mai immaginare. Prepotentemente sorprendenti nel bene e nel male. Ci sono attimi che raggiungi passo dopo passo e nel momento stesso in cui li raggiungi non capisci niente. Ma senti soltanto la soddisfazione e quel pizzico di disorientamento. Ci sono quegli attimi, poi, che speri accadano. Ci speri e ci pensi. La vita scorre e tu non li molli. I pensieri vanno sempre lì. Ai desideri di quegli attimi dove piccole cose diventano quello che avevi desiderato. E sorridi a te stesso, a te stessa. Ci sono quegli attimi che, dopo di quelli, niente sarà più come prima. Io non posso fare a meno. Di pensare a tanti attimi. Di sperare in altri attimi. E di volerne altri ancora. Ci ho sperato. Cavolo se ci ho sperato. E come tutte le altre cose, non mollo. Io non mollo. Soffia di quaPresto passerà anche da qua il vento. Il vento tra i miei pensieri per scompaginarli un po' e spazzarne via alcuni. Non ho paura di tenerli qua con me ma quando sento come adesso che sono vani, e che io sono ferma lì. Ho sonno e non ho più voglia di pensarci. Ho sonno e ho voglia di chiudere questa porta. No, non è come spegnere la luce. Se lo dico poi non accade veramente. Non funziona così con le vere emozioni. Ma c'è da crederci se dico di sentirle risalire in superficie e di non sentirle più radicate dentro. Non ho più la voglia e non ho neanche un motivo. Strano a dirsi, ma forse soltanto avendo capito questo mi posso sentire finalmente serena. E pronta per un sonno tranquillo. Il vento sta arrivando. E soffia forte. Lo sento. Soffia. 5/24/2009 Non tutti gli occhiHo messo su quella canzone. Mentre ho i libri ancora accanto a me e l'olfatto si ciba di quell'odore che ha la matita appena appuntata. Fuori c'è il sole e fa caldo. Quel caldo che mi vedrebbe volentieri fuori con un costume, non tanto a prendere il sole, quanto a nuotare. Mi torna in mente quella domenica mattina. E' strano a pensarci, già. Forse essere un po' malinconica è nel mio essere quella che sono. Anche se prendo per mano la vita e la conduco, lasciando che mi conduca. L'apparente tranquillità non è soltanto apparente. E' reale tranquillità di sapere che le frenesia prima o poi esplode. E mi fa sentire. Viva. Viva. Viva. Non importa se ancora hai domicilio tra i miei pensieri quando hai residenza molto molto lontano da qui. Non ho seguito l'orgoglio. E forse soltanto adesso ho capito, che ho sbagliato. Non tutti gli occhi vedono le stesse cose. Devo imparare la virata. Si, questo si. 5/12/2009 Le piccole svolteC'è un pensiero fisso che mi accompagna tutta la notte e persino al risveglio. Mi segue fino in auto e lì, si siede accanto a me. Continua a insediarsi nella mente e io non trovo lo stimolo per farlo andare via. E' il sorriso che trovo inaspettatamente di fronte a me mentre sono ferma che inizia a dare la svolta ai pensieri. Apro il finestrino per far volare via quel brutto pensiero arrendevole e incoraggiata prendo posto da sola nell'auto che ha posto soltanto per il mio silenzio. E pensieri nuovi. La forza della semplicità è una delle forze che più amo. Mi rende libera, trasparente e assolutamente lucida. Allo stesso tempo tremendamente emotiva. No, non è un ossimoro. Anche se l'equilibrio di tutto è così difficile da trovare, è bello vedere qualcuno che ti ferma mentre tu stai oscillando troppo verso il basso. Senza parole, senza meraviglie. Ma con la concretezza dei gesti più semplici che si possa pensare. Che non smuoveranno il mondo. Ma smuovono me. 5/10/2009 Almeno un po'Ci sono quei posti in cui ti senti al sicuro. Può essere uno o possono essere di più. Puoi averlo già trovato come no. Io un posto ci ho messo un po' di anni di vita per scoprirlo. Ma è il posto più sicuro che possa pensare. Quello in cui non mi rifugio ma quello che mi accoglie. E mentre io mi cullo nell'acqua in attesa della ripartenza percepisco il corpo che resta a galla. E volano via tutti i pensieri. Fuori dalle vetrate. Guardo la T nera e vado avanti fino a vedere la linea orizzontale. Tocco il bordo così forte coi piedi per ridarmi la spinta forte. Le spinte che mi do sono sempre forti. Ci sono un sacco di pensieri che ognuno porta dentro, a volte sono davvero pesanti, davvero macigni. A volte sono soltanto un po' troppi e ti fanno sentire carico di domande e aspettative verso te stesso. Si, sto pensando troppo. A troppe cose. Dovrei smettere. Almeno un po'. E restare in acqua. Anche soltanto ferma, a galla. Ad ascoltare il respiro. 5/8/2009 Piccola parentesiE' come sempre una canzone il punto di partenza dei miei pensieri. Partono come un treno che fischia e si allontana pian piano dal binario. Eppure a me neanche piacciono i treni. Con quella malinconia di stare al finestrino e guardare il paesaggio che passa. Con quel continuo andare verso una direzione senza mai ostacoli improvvisi. Gli ostacoli improvvisi sono il motore di tutto. Come si fa a vivere senza motore. E' tutto accelerato e la vita la riempio di frenesia e di corse, di pensieri e di cose da dire e da fare. E' una nuotata in cui mi rigenero, è un sorriso che regalo o che mi viene regalato. E' la speranza di scorgere di nuovo la luce quando per un attimo mi metto al buio, in un angolo, a pensare. C'è sempre qualcosa o qualcuno che mi viene a cercare. E se non vedo nessuno per un po' allora mi alzo in piedi da sola e da sola riprendo fiato. La sensazione è difficile da spiegare ma non è impossibile... ...è come la boccata d'aria dopo una lunga apnea, dopo un tuffo in cui toccando il fondo, coi piedi ci si da la spinta. Per risalire. Più giù ti senti andare, più forte sarà la spinta per risalire su. E' faticoso, ma sai poi, la soddisfazione. La voglio chiamare così, piccola parentesi. Di serenità. 4/29/2009 Rabbia da riciclarePuò accadere di essere un burattino e di conoscere molto bene il proprio burattinaio. Ma ogni cosa ha molti punti di vista da cui guardare. E forse è soltanto il temporale che oggi mi fa vedere tutte prospettive in cui subisco e non agisco. Dovrei forse trovare scenari nuovi, scenari in cui molto spesso mi colloco. Dove non sono la pedina, ma il giocatore di un gioco. Dove non sono il burattino ma soltanto lo strumento in mano di qualcuno che a sua volta è strumento per me. Le cose sono diverse, dipende da come le guardi. Oggi le guardo decisamente male. Ma proverò a togliere gli occhiali, a provare a cambiare musica, a bere una tazza bollente di camomilla. Proverò a respirare a lungo. E profondamente. A restare in silenzio. E a pensare. Alle cose che davvero voglio far contare. E quelle di cui mi devo servire e che non si devono servire di me. Con le unghie e con i denti. Avanti, con le unghie, con i denti. 4/20/2009 LeggeraNon so se è merito di una nuova canzone ma ho pensieri nuovi arrivati così. All'improvviso. No, non è la primavera, o forse si. Ho sempre pensato che mi portasse soltanto un bel po' di allergia e non questa leggerezza che sento dentro la testa. Sorrido dentro me stessa. Sorrido a me stessa. Anche se ho preso una gran paura poco fa, quando ho imboccato una via contromano, una via che percorro da quando ho iniziato a camminare. L'ultima volta che è successo, eh si, era già successo, era inizio di primavera proprio come adesso. Forse era stato un segnale, la via che avevo imboccato nella vita non mi avrebbe portato molto lontano e prima o poi sarei dovuta tornare indietro. E così è stato. Adesso però, non so se sia, un segnale o una distrazione. Sicuramente una distrazione. Ma una volta tanto non mi importa molto di capire. Non c'è niente da capire se mi sento sorridente, serena, leggera nella testa e nel cuore. Non importa se la mia paura mi viene a trovare nei sogni. No, non importa. Potrei scrivere metri e metri di parole ma tra poco chiavi dell'auto e via. A lavoro. Quello che sento dentro è quello che mi riveste di un sorriso e di quell'aria un po' bambina. Ed io, sorrido. E se passi di qua, ti regalo un sorriso. 4/16/2009 Se rendo l'ideaCorrere, come una trottola. A perdifiato. Senza fermarsi. Dentro la macchina, dentro al traffico, della città. Tra suoni di clacson, la radio che suona quella canzone e tu che la canti a squarciagola. L'aggressività di volersi districare in mezzo a cento auto, decine di incroci, code, cantieri, semafori. E poi, tornare. Avere il tempo di respirare e di raccogliere un po' i pensieri. Ma forse è meglio mandarli via. Dentro a una vasca. Dentro a decine di bracciate. In mezzo all'acqua. Col fiato corto. Le gambe stanche, le braccia pure. La fame. Fame d'aria. E poi, tornare. Nuovi. O come nuovi. Con un leggero sorriso che si fa spazio da dentro, con una stanchezza che pian piano sale, ma la testa leggera. Così leggera che ospita soltanto musica che passa dalle orecchie, e fa scivolare fuori le parole come se fosse la cosa più facile del mondo. Scrivere. Scrivere di cosa poi. Soltanto una manciata di sensazioni, quel che è certo tutte emozioni. Che vorrei far sentire e che non so, quanto nero su bianco rendano l'idea. Non so, se rendo l'idea. Di cosa sia la calma, la tranquillità, il silenzio, la buona musica, tante parole che vuoi far uscire fuori. Pensando poi che per adesso non ti basta nient'altro. Di una canzone, stasera. Stasera un libro sul comodino e quel sorriso. Che deriva da quella tranquillità. Silenzio tutt'intorno. E dentro di me, sorrido. |
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